Antonio Izzo - Rhythm Guitar
Si
avvicina alla chitarra intorno alla metà degli anni '80.
Congiurano, affinché ciò accada, quattro circostanze: Davide,
Ritorno al Futuro, gli Europe e Samantha Fox.
Davide è il cugino-più-grande-che-suona-la-chitarra, categoria
sociale responsabile di innumerevoli acquisti di chitarre destinate a
rimanere abbandonate dopo pochi giorni.
In Ritorno al Futuro, ancor più che la famosa performance finale
lo affascina la scena iniziale dell'amplificatore gigante (invidia del
pene?) e lo incuriosisce la scritta Van Halen su una cassetta che si vede
per un secondo verso la metà del film (quando Marty si traveste
da alieno per convincere il padre ad invitare Lorraine al ballo).
Van Halen diventerà poi uno dei punti fermi della sua carriera
di ascoltatore di musica, insieme a Clapton, agli Eagles, a Vai e a centinaia
di altri artisti, scelti quasi sempre per puro caso.
Gli Europe... Era il 1986 (o l'87, insomma un sacco di anni fa), e The
Final Countdown imperava. Per uno cresciuto più o meno solo a musica
classica, quello era il primo vero incontro con un assolo di chitarra.
Ma se non fosse stato per Samantha Fox, è da dubitare che il nostro
avrebbe iniziato davvero a suonare la chitarra. Tuttavia Ella ci fu, così
come ci fu Sabrina Salerno a mollo nella piscina del video di Boys, e
numerose altre più o meno dimenticate cantanti.
Pertanto il Nostro formulò il seguente sillogismo:
Samantha Fox è bona.
Samantha fox è una cantante.
Le cantanti sono bone.
Il summenzionato sillogismo, non vi è chi non lo veda, appare irrimediabilmente
viziato.
Ed infatti, aut semel aut iterum medium generaliter esto, recita
la regola. Ed invece, complici gli ormoni, il nostro aveva tratto una
conclusione generale da due premesse particolari, dimenticando che nihil
sequitur geminis ex particularibus unquam. Ma tanto bastò. La prospettiva
di fondare un gruppo e di avere una cantante bona risultò decisiva
per motivare la prosecuzione degli sforzi chitarristici.
Naturalmente, per fondare un gruppo rock occorre altro:
a partire da una chitarra elettrica con annesso amplificatore. Altrimenti
finisce che con la chitarra ci suoni solo in chiesa. Come, del resto,
accadde.
Fatti finalmente gli acquisti del caso, il gruppo venne: si suonava a
matrimoni e comunioni, per pochi soldi e molto cibo, con un batterista
che ascoltava le partite del Napoli in cuffia durante le canzoni. Canzoni
che, naturalmente, erano cantante da un uomo.
La tecnica, nel frattempo, non si era evoluta più di tanto. La
disillusione sulla cantante e la concomitanza di migliaia di interessi
diversi e di una pigrizia congenita fecero sì che la chitarra fosse
un passatempo gradevole ma tutto sommato marginale.
Terminata l'esperienza dei matrimoni, passano parecchi anni in cui il
nostro ascolta molto (capendo poco), suona più o meno sempre le
stesse cose (sempre da solo), e non impara un granché.
Poi vengono i Vernunft, per cui se volete sapere il resto, leggete la
storia del gruppo. Basti commentare che anche in questo caso non c'è
una cantante bona.
PS Le femministe non se la prendano, ma la Storia esige
la sincerità più assoluta. Molto sarebbe piaciuto all'estensore
di questa cronaca poter attribuire l'avvicinamento alla chitarra all'ispirazione
divina, al sacro furore delle muse, alla ferrea determinazione di lasciare
un segno nella storia dell'arte.
Ma non fu così: e del resto, cara femminista, se tu fossi stata
un quindicenne a metà degli anni '80 capiresti bene che cosa significa
Samantha Fox. |